Se fosse un abito sarebbe Armani, se fosse un’auto sarebbe del calibro Audi, Mercedes, Bmw e Ferrari.

Nell’immaginario collettivo il vino Franciacorta è associato alle griffe del lusso, ed è conosciuto dal 95,3% del campione di una indagine AstraRicerche dello scorso settembre tramite 1.500 interviste on line somministrate a un campione rappresentativo degli Italiani 18-70enni, pari a circa 40.9 milioni di adulti. A tre anni dalla precedente ricerca, che ne indagava l’immagine presso i connazionali, si è tornati a interrogare gli italiani su Franciacorta, il vino e il suo territorio.

Dall’indagine 2014 emerge un generale rafforzamento del posizionamento di alto livello del Franciacorta, sia da un punto di vista strettamente enogastronomico (gusto, abbinamenti, eccellenza del prodotto) che da un punto di vista più valoriale, per cui Franciacorta è sinonimo di qualità e prestigio. Anche i principali concorrenti hanno visto aumentare nell’ultimo triennio la loro conoscenza ma è rimasta immutata la leadership del Franciacorta, se è vero che l’Asti è conosciuto dall’89%, lo champagne dall’86%, il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG dal 70%, l’Oltrepò DOC da un ben minore 45%, il Trento DOC dal 33% e l’Altalanga dal 9%. Per notorietà del marchio Franciacorta è dunque al primo posto, secondo gli italiani.

Una parte consistente infatti della ricerca verte sull’immagine della Franciacorta come zona lombarda a vocazione turistica.

L’85% del campione conosce la Franciacorta, e rispetto al 2011 comunque si registra un incremento del 9%.

Tornando al vino, il vissuto del Franciacorta, rilevato dalla ricerca, è particolarmente positivo e in netto miglioramento rispetto alla precedente indagine. Le evidenze più significative emergono rispetto al prezzo, il 9% in più considera che il vino abbia un prezzo medio o elevato ma giustificato dalla qualità e dal prestigio; aumenta del 5% chi pensa sia un vino buono da bere, in crescita del 4% il gradimento dei giovani; cresce del 3% chi considera il Franciacorta ”originale e non banale”, infine anche la qualità e il prestigio percepiti registrano un +3%